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Un romanzo popolare ottocentesco sembra il racconto della vita del commendator Adolfo Orsi. Nato a Modena, nel quartiere S.Lazzaro, nel 1888 da una famiglia povera di origine contadina, primo di otto figli che venivano soprannominati gli orsini per la loro corporatura minuta. Iniziò presto a lavorare prima come piccolo commerciante di frutta, poi gome garzone in una macelleria, aiutando nel frattempo il padre che raccoglieva, comprava e vendeva stracci. Aveva 15 anni quando suo padre, morì trovandosi in eredita' un biroccio che prima trainato a mano, poi da un cavallo e con l'aiuto del fratello Marcello, divento' la sua attività principale, continuando cosi' il commercio di stracci e di altri suppellettili ( quali rottami, cianfrusaglie ) che fù del padre. Un giorno in stazione a Modena ebbe notizia che a Milano e a Torino pagavano 5 centesimi al chilo i rottami che poi venivano fusi, ridotti in laminati e che davano vita a un'industria importante. Si Fece i conti in tasca e vide che avrebbe potuto intraprendere un ciclo di produzione, acquistando la vecchia officina-fonderia di via Goldoni, trasformandola in ferriera, prima azienda modenese per la produzione di laminati. Correva l'anno 1922. Non mancarono le difficolta, poi l'azienda inizio' a prendere quota fino all'acquisto nel 1937 della fabbrica di automobili bolognese Maserati. Nel 1940 la casa automobilistica fu trasferita a Modena ed accanto ad essa nacquero la Maserati Candele, la Maserati Accumulatori e la Maserati Motociclette. Durante la guerra gli stabilimenti furono convertiti per la produzione di fresatrici, macchine utensili e autoveicoli elettrici per poi tornare alla produzione di automobili da turismo e da competizione alla fine del conflitto. Le rosse Maserati conquistarono il mondo negli anni successivi pilotate dai migliori piloti dell'epoca da Nuvolari a Villoresi, da Ascari a Moss, Taruffi, Varzi e tanti altri fino al culmine della vittoria nel campionato del mondo del 1957 con Fangio. Dal 1945 al 1948 Orsi fu anche presidente del Modena Calcio che in quella gestione ottenne i migliori risultati della sua storia, un sesto, un quinto ed un terzo posto nel massimo campionato italiano. Scomparve in silenzio, come per non disturbare e la notizia della morte fu data quando i funerali furono già avvenuti. |