|
Ecco la storia dell'Alfa Romeo Giulia, dalla progettazione alla realizzazione delle varie versioni.... Nella metà degli anni cinquanta il reparto progettazione dell'Alfa Romeo decise che bisognava dara un svolta di modernità ai suoi pur validi modelli, nacque così il Centro Stile Alfa Romeo diretto dal Prof. Giuseppe Scarnati e da Ettore Favilla. Il Centro Stile era un capannone diviso in tre aree, una per i tavoli da disegno, una per la presentazione dei modelli, la terza destinata ai modellisti. Inizialmente i lavori erano limitati a quelli che oggi chiameremmo restyling, per i modelli Giulietta e 1900. Arrivò il tempo in cui Orazio Satta, direttore della progettazione, diede il via al progetto dell'auto che doveva sostituire la Giulietta. Iniziarono durante la progettazione di questo nuovo modello, i primi studi sull'aerodinamica, materia fino ad allora non considerata utile nella progettazione, e il problema piu' grosso era quello di coniugare una carrozzeria filante, con un motore ingombrante, ed un abitacolo e un bagagliaio degni di nota. Per le prove aerodinamiche fu utilizzato il politecnico di Torino, dotato di galleria del vento in scala 1:10. Pian piano si affinò sempre di piu' l'aerodinamica realizzando anche parti in 1:1 per evidenziare quei difetti che nei modelli in scala non venivano riscontrati...Al gruppo iniziale si aggiunsero Giuseppe Busso, Ivo Colucci, Livio Nicolis, Giampaolo Garcea, Consalvo Sanesi, Bruno Bonini, Guido Moroni ed Augusto Zanardi. Da questo studio aerodinamico nacque la Giulia Berlina, il risultato aerodinamico fu non solo un coefficiente di penetrazione migliore di tutte le auto prodotte in serie della sua classe, ma anche migliore da quello delle vetture da gran turismo dell'epoca. Il 27 giugno 1962, all'autodromo di Monza, fu presentata la Giulia, in versione 1.600, meccanicamente era un'affinamento dei modelli precedenti, ma la linea no, la linea era conturbante e controversa allo stesso tempo, la coda tronca destò inizialmente non pochi dubbi, ma poi decretò anch'essa al grosso successo che questa autovettura ebbe. Inizialmente affiancò la Giulietta, per poi sostituirla nel 1964 con l'introduzione anche sul Giulia della motorizzazione 1300, anche il nome Giulia fu scelto per decretare che la media di casa Alfa Romeo era cresciuta e si era fatta grande da Giulietta a Giulia. Giulia non fu solo una berlina ma le molteplici varianti di questa berlina "da corsa" furono svariate, dal coupè Gt nelle sue versioni Junior, 1600, GTA e GTAm, nelle versioni pistaiole Tz e Tz2 e poi nell'evoluzione verso l'alto della gamma Alfa Romeo con le versioni 1759 e 2000. La prima versione denominata Giulia Ti si presentava come una vettura all'avanguardia, omologata per 6 persone ( 3 davanti 3 dietro ) grazie al cambio al volante ereditato dalla Giulietta, misurava 4,14 mt di lunghezza per 1,56 di larghezza e 1,43 di altezza.Solo nel 1964 fu introdotto il cambio al pavimento ed i sedili anteriori divisi ed omologazione per 5 posti sicuramente piu' consoni alla connotazione sportiva della vettura.Successivamente il cruscotto al mercurio in sviluppo orrizontale di tipo americano fu sostituito al pari del volante con strumenti circolari ed un volante a te razze di tipo sportivo. Il bagaglaiio che alloggiava anche la ruota di scorta misurava 430 dm3. La gamma colori della presentazione presentava l'azzurro spazio, l'acqua fonte, il biancospino (Ar0013), il bruno atominco, il bu sirio, il bluette ed il nero, la consegna prevista era in circa 2 mesi dall'ordine ed il costo era di circa 1.600.000 lire. Il propulsore di 1570 cc erogava 106 CV SAE e consentiva di raggiungere i 165Km/h. La Giulia Ti come una vera Alfa Romeo si faceva apprezzare per le sue doti di guida, ottima in curva con aderenza ottimale in ogni condizione e con un ridotto rollio e beccheggio, tutto ciò ne faceva la macchina ideale per andare in giro nella settimana con la famiglia e nel fine settimana impegnata in qualche corsa pista o rally non faceva differenza, ben presto le Giulia si fecero valere in ogni condizione. Addirittura i dati dichiarati in fase di presentazione furono migliorati dai dati rilevati nelle prove dove con il mensile quattroruote raggiunse i 176 Km/h di velocità massima. Inizialmente fu proposta con 4 freni a tamburo, sostituiti ben presto (1964) da 4 dischi che uniti alle 5 marce di serie ( sulle 1.600 ) ne facevano una macchina veramente all'avanguardia. Nel 1962 fu consegnata la milionesima targa di Milano e fu montata proprio su una Giulia Ti targa ovviamente MIA00000. Nell'1963 "l'auto disegnata dal vento" (questo era stato il commento dei giornalisti alla presentazione della vettura) divenne veramente un'auto da corsa con la presentazione della Giulia Ti Super, denominata Quadrifoglio ( da un quadrifoglio serigrafato nei parafanghi laterali ) denominazione che in seguito caratterizzerà tutti i modelli piu' spinti della casa di Arese, il 4 cilindri di 1570cc erogava la bellezza di 122 CV SAE che uniti all'alleggerimento di circa 90 Kg ne fecero un'arma imbattibile nelle gare di turismo. Prodotta in 499 esemplari esclusivamente di colore Bianco, tranne che per un esemplare grigio ed uno rosso,( costava all'epoca 2.525.000 Lire ) è attualmente la Giulia più rara e costosa essendo pochi gli esemplari sopravvissuti alle varie stagioni agonistiche, Piloti come Andrea De Adamich e Giancarlo Baghetti la portarono al successo in eventi importantissimi del mondo turismo dell'epoca. Nel maggio 1964 nasce la versione 1300 che sostituisce la ormai "anziana" Giulietta, montando lo stesso motore di 1290cc con trasmissione a 4 marce.La carrozzeria ricalcava la versione Ti ma per contenere i prezzi e farne la versione di accesso, fu dotata di allestimenti semplificati, solo 2 fari nella calandra anteriore, paraurti senza rostri, interni rastremati e trasmissione con sole 4 marce il costo era di 1.579.000 con consegna 30 giorni e raggiungeva i 160 Km/h. Nel febbraio 1966 fu presentata a San Felice Circeo, la versione 1300 Ti ( replica nell'immaginario collettivo della Ti Super ceh vinceva le corse ) che ad una versione piu' potente del 1290cc (82 Cv SAE) univa il cambio a 5 marce, i rostri sui paraurti ed un'abitacolo piu' curato. Fu alla fine il modello di Alfa Romeo Giulia piu' prodotto in assoluto. In quell'occasione fu rinnovato anche la mazzetta colori che comprendeva il biancospino ( AR0013) , il celeste, l'azzurro, il blu chiaro, il blu medio, il verde, il grigio medio, e il nero, oltre all'optional dei sedili divisi ( 25.000 Lire ) con 20.000 si potevano avere i sedili ed i rivestimenti in finta pelle. Nelle prove su strada la 1300 Ti raggiunse i 165 Km/h stabilendo un nuovo record per la categoria 1300. Nel 1965 fu presentata la Giulia Super che rappresentava l'evoluzione stradale della Ti Super da corsa, si differenziava per lo scudetto diviso in due parti ( quella superiore legato al cofano ) le luci posteriori ridisegnati e prive della cornice cromata della Ti, i marchi circolari di colore oro alla base dei montanti posteriori, i battiporta cromati, oltre ad un abitacolo intermente ridisegnato. Il motore addolcito della Ti Super erogava 112 Cv SAE, e permetteva punte velocistiche prossime ai 180 Km/h. Sulla base della Giulia Super la carrozzeria Colli di Milano realizzò una versione giardinetta, primo tentativo di intendere la versione giardinetta come strumento diverso dal mezzo di lavoro. Nel 1967 intervenne un Restyling che regalò alle versioni 1300 la strumentazione circolare, una nuova calandra nera a rete a tre listelli per la 1300 e a 5 per la 1600 che presentava anche l'indicazione della versione nel bordo destro del cofano anteriore. La 1300 montò il servofreno a depressione ed i prezzi di listino vennero leggermente ribassati. Nel 1969 la 1600 ricevette un'ulteriore affinamento che creò la famosa serie "Biscione" con nuovi ripetitori laterali, ed il biscione alla base del montante posteriore, l'aggiunta del marchio circolare Alfa Romeo sul cofano posteriore e l'eliminazione del modello dal cofano anteriore. Meccanicamente degno di nota la sostituzione della dinamo con l'alternatore e l'aggiunta al posteriore di una barra stabilizzatrice. Contemporenamente nacque la versione 1600s (versione economica della 1600 ) che a differenza della 1600 super montava solo un carburatore (109 Cv SAE ) e gli allestimenti della 1300 Ti. Nel 1970 venne presentata la 1300 Super che montava il propulsore 1290cc portato a 103 Cv SAE grazie all'adozione del doppio carburatore, mantenendo sempre la calandra con 2 fari.Ora la gamma colori comprendeva il biancospino (AR0013), grigio indaco, beige cava, amaranto, verde muschio, bluette, blu olandese, antracite inglese, faggio, nero, giallo ocra, verde pino e blu. Nel 1972 nacque la versione unificata che unificava gli allestimenti 1300 e 1600 sotto lo stesso corpo carrozzeria con calandra a 4 fari tale versione nacque per contrastare il periodo non florido che attraversava l'Alfa Romeo e l'italia in generale con la crisi petrolifera, avendo un solo allestimento si ottimizzavano le spese di produzione. Nel 1974 nacque l'ultima evoluzione della Giulia, l'ultimo passo di una gloriosa vettura, resa piu' moderna da alcuni particolari estetici translati dalla gamma 1750-2000 come la calandra di plastica ed i 4 fanali anteriore di identico diametro e i cofani anteriori e posteriori completamente piatti. Un unico allestimento denominato Nuova Giulia Super e motorizzazione 1600 offerta come optional, con allestimento identico al 1300. Anche l'abitacolo e' influenzato dalle "grandi" di casa Alfa Romeo, dotate di poggiatesta e di strumentazione piu' completa. All'interno di questa versione (nel 1976) nacque anche la versione Diesel, capostipite nelle vetture italiane di quello che dopo un decennio divenne fenomeno di moda, purtroppo non di successo, poichè il diesel Perkins che montava la vettura era troppo lontano dalle prestazioni che un'Alfista si aspettava e soprattutto da una Giulia... la macchina sportiva adatta anche alla famiglia. La Giulia era comunque ancora avanti nei tempi, anche dopo 14 anni dalla presentazione, era l'unica auto italiana a gasolio. Nell'ottobre del 1977 la Giulia uscì definitivamente dalle catene di montaggio sostituita dalla Nuova Giulietta. Di lei rimangono tanti esemplari che appassionati come me hanno fatto rivivere, rivivere le gesta del mitico Maurizio Merli con i suoi polizieschi anni 60/70 dove le Giulia erano le macchine buone (polizia) e quelle cattiva (ladri)....Un'auto che ha fatto l'italia e gli italiani....La "macchina disegnata dal vento"....... |
||
| Ecco la mia Giulia 1300 Ti del 1968 il primo giorno che l'ho vista...... | ||