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L'antefatto Un giovanotto
di nome Alfieri (1887) con la passione dei motori e il diletto dei brevetti,
intraprende un'attività che lo porterà a creare una dinastìa
di autovetture che verranno conosciute in tutto il mondo: la Maserati.
Carlo (1881) il primogenito, impiegato presso una fabbrica di biciclette
nel milanese, progetta un motore monocilindrico per velocipedi che verrà
poi prodotto nella fabbrica di motociclette del Marchese Carcano di Anzano
del Parco in provincia di Como. Oltre a progettare, Carlo partecipa a
corse "motociclistiche" con la bicicletta a motore del Marchese
fino al 1901, data in cui l'azienda chiude i battenti e il giovane primogenito
Maserati passa alla Fiat e nel 1903 alla Isotta-Fraschini in qualità
di collaudatore e tecnico.Bindo (1883) ed Ettore (1894) vengono a loro
volta assunti dalla Isotta-Fraschini, dove anche Alfieri, fatto assumere
da Carlo, ricopre un ruolo fondamentale di tecnico prima e di pilota dopo,
arrivando nel 1912, dove per conto dell'Isotta Frashini dirige il servizio
assistenza clienti di Bologna.
E' proprio Alfieri che il 1° dicembre 1914, apre a Bologna un Garage-Officina
Meccanica con il nome di "Società Anonima Officine Alfieri
Maserati", per dare assistenza a delle vetture con un nome importante:
Isotta-Fraschini. Elaborandone un autotelaio, lo dotò di un motore
aereo Hispano Suiza sapientemente modificato e ne realizzò una
vettura vincente. Nel 1924 Alfieri costruì su incarico della Diatto
un motore di 2000 cc, innovativo per quei tempi, che montato su un telaio
della Casa, ne garantì la vittoria nella classe fino a 3000 cc
nella corsa Parma-Poggio di Berceto dello stesso anno, pilotata dal progettista
stesso. Ma i progetti di Alfieri Maserati non si fermarono qui. Progettò
ancora motori 8 cilindri di 1500 cc di cilindrata nel 1925 e nel 1926
realizzò un motore che gli garantì la vittoria di classe
e il terzo posto assoluto nella Targa Florio di quell'anno.La mente "sempre
in movimento" di Alfieri, lo portò a progettare una candela
d'accensione per motori a scoppio, prodotta durante il periodo bellico
a Milano. Ad aiutare l'eclèttico Alfieri ci sono Ettore, Ernesto
(1898) e Bindo, che nel 1932 lascia la Isotta-Fraschini per aiutare i
fratelli dopo la prematura morte di Alfieri. Mario (1890) anche se non
si occuperà mai di meccanica scegliendo la professione di pittore,
collaborerà a suo modo alla nascita del Mito, disegnandone il Tridente
ispirato alla statua di Nettuno di Bologna.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, Alfieri Maserati spostò la produzione
di candele da Milano a Bologna, in frazione Alemanni 179, zona Ponte Vecchio.
In questa officina nel 1926 venne realizzata la prima vera vettura Maserati,
la Tipo 26. Il decennio successivo vide i fratelli Maserati produrre autovetture
con l'emblema del tridente sul cofano, fino ad arrivare al 1937, anno
in cui le "Officine Alfieri Maserati" e la "Fabbrica Candele
Maserati", vennero cedute ad Adolfo e Omer Orsi, industriali Modenesi
già proprietari di diverse attività nel settore della siderurgia,
che a loro volta chiamarono nel 1953 l'Ing.Giulio Alfieri alla guida della
progettazione, mentre i fratelli Maserati restano a Modena come da contratto
fino al 1947 nel ruolo di responsabili tecnici della marca. Una volta
liberi dal contratto con Orsi fondano la OSCA ( Officine Specializzate
Costruzione Automobili) in San Lazzaro di Savena (BO), costruendo piccole
Sport Cars, cimentandosi anche con la F2, formula che vide partenti piloti
come Bira, Elie Byol, Louis Chiron e Franco Roll. Nel 1962 i fratelli
Maserati ormai anziani, cedono la OSCA alla MV Agusta.
Nel 1939 la Alfieri Maserati venne trasferita a Modena, in Viale Ciro
Menotti vicino alla ferrovia e di fronte alle Acciaierie e Fonderie Orsi,
in un complesso di cinque capannoni, situato su di un terreno sproporzionato
in grandezza per l'area inizialmente ricoperta, ma che la dice lunga sulla
lungimiranza del Comm.Orsi. Stessa sorte toccò alla "Candele
Maserati", che da Bologna venne trasferita a Modena in Via Generale
Paolucci.
Ma "al di là" della Via Emilia, in Via Trento Trieste
(altro non è che la prosecuzione del Viale Ciro Menotti di cui
fino al 1932 aveva il nome), una nuova realtà industriale stava
sorgendo, guidata da un focoso cinquantenne modenese di nome Enzo Ferrari.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Alfieri Maserati produsse macchine
utensili, motocarri, autocarri a trazione elettrica. La Fabbrica con i
suoi cinque capannoni in mattoni rossi, venne ingrandita e nel 1954 anche
i capannoni alle spalle inizialmente lasciati vuoti da attività
produttive, ricevettero il reparto Trattamenti Termici e il reparto Assistenza
Clienti. Nel 1958 l'attività macchine utensili venne abbandonata
nei capannoni adiacenti il Viale Ciro Menotti, trasferendo l'attività
produttiva nei capannoni terminati e resi operativi alle spalle del nucleo
originario.
Solo nel 1964 venne ripresa l'attività nei capannoni originari,
impostando la prima catena di montaggio, dove venne prodotta la Maserati
Mistral, la Sebring e la Quattroporte.
Il 1965 vide la costruzione di nuovi capannoni, dove vennero insediati
l'Ufficio Tecnico, il Reparto Esperienze, il Reparto Costruzione Telai
e l'Assistenza Clienti .Nel 1968 la francese Citroen rileva il pacchetto
azionario di maggioranza dalla Famiglia Orsi e inizia la produzione a
Modena dei motori SM. Alcuni capannoni del complesso raddoppiarono la
superficie, ricavando un secondo piano, adibito a deposito scocche e spogliatoi.
Messa in liquidazione nel 1975 dalla casa francese dopo la crisi petrolifica,
l'azienda viene gestita dalla GEPI e nel 1975 la Benelli rileva il pacchetto
azionario della Società, affidando ad Alejandro De Tomaso l'amministrazione
dell'azienda stessa. Nel 1993 Fiat acquisisce l'azionariato della Maserati
per cederlo poi il 1° luglio 1997 alla Ferrari S.p.A., Nel 2005 Maserati
ritorna direttamente alla Fiat, che unendola all'altro importante marchio
Alfa Romeo, ne sancisce la nascita di un polo automobilistico, con l'intento
di rilanciare i due gloriosi marchi, producendo vetture destinate ad una
clientela elitaria e riproponendo un'idea degli anni sessanta dello stesso
Ferrari, che voleva creare una "Scuderia Italia" con i marchi
più prestigiosi dell'epoca. Cinquant'anni dopo la sua idea prende
forma, risaltando ancora una volta la lungimiranza dell'Uomo di Maranello.
Lo sviluppo della fabbrica con l'avvento della gestione Ferrari raggiunge
i massimi livelli, rimodernando la stessa e la produzione, ridando prestigio
e clientela ad un glorioso marchio italiano, nato a inizio secolo dall'idea
di un lungimirante progettista di origini vogheresi come Alfieri Maserati.
In Maserati viene avviata una profonda modernizzazione, ad iniziare dai
lavori per la nuova linea di montaggio; nel 1998 viene presentata prima
la Quattroporte Evoluzione e, poi, al Salone di Parigi, la 3200 GT. Il
2000 segna la completa riorganizzazione della rete commerciale e l'inizio
dei lavori per l'ampliamento dello stabilimento di Viale Ciro Menotti
con la costruzione del nuovo centro direzionale.
Termina qui questo breve viaggio nel mondo Maserati, azienda ora "gemella"
della Ferrari, ma una volta "nemica" sulle piste ed anche per
le strade della città, quando i tifosi dell'una o dell'altra squadra
(Ferrari), lavavano l'onta della sconfitta, trainando un carretto e sostituendosi
all'asino, con sopra il tifoso della squadra vincitrice per le vie di
Modena. E' stato bello per chi scrive, scoprire una storia non conosciuta
e calarsi per alcuni mesi in un vissuto lontano e nello stesso tempo molto
vicino a Ferrari stesso. Penso che il ruolo della Maserati sia stato fondamentale
nella crescita del Mito Ferrari, spronando il Costruttore modenese a far
sempre meglio, forgiando modelli di auto che potessero battere i "vicini
di casa"; un'azienda nata qualche decennio prima della sua, ma già
rinomata nel mondo delle corse. E sappiamo bene che Enzo Ferrari non si
sentiva secondo a nessuno, figuriamoci a dei concittadini
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