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Ha iniziato ben presto ad occuparsi di motori, poiché il padre Francesco gli aveva lasciato in eredità nel 1929 la concessionaria Fiat di Modena con lui neanche ventenne. Alla casa Torinese Stanguellini ha legato la sua esperienza sportiva ricca di soddisfazioni e di invenzioni partorite da un ingegno poliedrico. Nel 1917 quando era un bambino ( era nato a Modena nel 1910 ) si era travestito da pioniere per inaugurare la statale del Passo delle Radici con una Fiat targata Mo 1 ( autovettura che ora possiamo ammirare nel museo a lui dedicato ), guidata dal padre. La Fiat si appoggiò a Stanguellini per le vetture sportive di piccola cilindrata e Stanguellini ripagò la casa madre con notevoli risultati. E' leggenda il suo capolavoro nella Tobruk-Tripoli la micidiale cavalcata attraverso le dune del deserto libico. Correva l'anno 1939 e per vincere in Libia bisognava sconfiggere il nemico più pericoloso: la sabbia. Vittorio ideò un filtro dell'aria particolare, composto da calze da donna, che permetteva all'aria di passare, ma non alla sabbia. Gli avversari lo derisero, ma la "Sua" Topolino guidata da Baravelli arrivò persino prima dei commissari di gara che dovevano decretarne la vittoria. Si ritirò dalle corse a metà degli anni sessanta, con un desiderio insoddisfatto, in un cassetto della sua scrivania, Stanguellini aveva custodito gelosamente un disegno di una F.1 progettata nel 1961, non lo ammise mai, ma battere Ferrari modenese come lui gli sarebbe proprio piaciuto. |